Il saio verde ed il cingolo marrone
Grazie, don Pasquale,
grazie per essere stato don Pasquale, sì, per essere stato proprio tu, don Pasquale;
grazie per essere stato uno dei riferimenti della nostra vita,
per aver dato un senso alla semplicità delle cose.
Abbiamo tanto bisogno di testimoni e tu lo sei stato, con la tua testimonianza schietta, a volte testarda, ma vera, secca, come i muretti di Guardiaregia.
Grazie per averci insegnato che per fare quei muretti a secco così faticosi, sotto il sole, c’è bisogno di tutti i tipi e le forme di pietra… la pietra piatta…oppure l’incudine (“ci vuole un’incudine”).
Grazie per averci trasmesso l’amore per la natura… (“avete rovinato tutti gli alberelli che avevo piantato!!!...questi scout… che banda di di di…” e poi ci dava le chiavi della sede e del conventino Stella Vitae)…
Grazie per l’Angelus sotto il sole alle dodici… vero ristoro del cuore apprezzato dopo la fatica del lavoro.
Grazie perchè nei tuoi racconti dei Santi (“si e’ levato in estasi e…”) o delle 7 antenne che ognuno di noi ha sopra la sua testa, c’era l’emozione di chi vive
E come dimenticarsi del “mucco”, del “centerbe”… erano i momenti di un uomo… non del parroco della Cattedrale…
Era bello trovarti a leggere vicino l’altare o in sacrestia ("questi giornali sempre più chiacchiarusi"), o solo a recitare in silenzio la liturgia delle ore o il S. Rosario……se avessi potuto non ti avrei mai disturbato… sarei rimasto lì ad osservarti…
E poi la Messa delle dieci la domenica…e qualche benedizione data anche con il primo ramoscello di pianta a portata di mano…
E poi i mille rimedi naturali o le mille discussioni sui cambiamenti climatici ("…eh, quelle macchie solari!!!")…
Ci rimarrà sempre nel cuore l’immagine di quell’uomo forte con la magliettina intima di lana ("toccasana") e quel cappello di paglia per il sole…
Ma oggi è giovedì e siamo tristi, per favore facciamo conto che ancora non torni da Stella Vitae…
I tuoi Scouts.
Enrico












