Impresa di Alta Squadriglia 2019, giornata mondiale del rifugiato

Impresa di Alta Squadriglia 2019, giornata mondiale del rifugiato

#ioaccolgo #withrefugees

Per la giornata mondiale del rifugiato, noi ragazzi dell’Alta Squadriglia del CB4 abbiamo deciso di fare un passo in avanti per sconfiggere i nostri draghi e per aprire i nostri orizzonti verso un mondo migliore, un mondo privo di pregiudizi in cui la diversità è una ricchezza. Prima di questa giornata – che rappresenta per noi l’impresa finale del percorso di Alta Squadriglia di quest’anno – abbiamo organizzato diverse riunioni in cui abbiamo discusso di tre temi principali: testimonianza, accoglienza e protagonismo nella fede. Dopo queste riunioni abbiamo deciso di fermarci a riflettere sulla parola e sul tema dell’accoglienza e così, il 21 giugno ci siamo recati presso la casa Kirikù di Ripabottoni, un piccolo paese molisano in cui sono ospitati degli extracomunitari minorenni. Insieme a loro abbiamo vissuto una giornata di divertimento in cui abbiamo scoperto le nostre diverse culture: nella mattinata abbiamo realizzato un percorso Hebert per insegnare loro il motto dell’hebertista, ossia “essere forte per essere utile”, nonché i nodi e legature che facciamo ogni anno al campo. Il percorso Hebert era composto da un passaggio alla marinara, un ponte tibetano, un passo del soldato, un percorso d’equilibrio e un trasporto di due taniche d’acqua.

Percorso Hebert: essere forti per essere utili!
Realizziamo nodi tra culture diverse. <3
Realizzazione del percorso Hebert.

Dopo aver realizzato il percorso insieme a loro, ci siamo sporcati le mani in una sfida a tempo in cui ognuno ha dato il meglio di sé. La sfida nel percorso Hebert è stata vinta da Mamat che ha conquistato un roverino realizzato da noi per dare ai ragazzi la possibilità di continuare a giocare con uno dei nostri passatempi preferiti. Al secondo posto Amadou ha vinto un braccialetto fatto con il cordino. Il nostro compagno Gioele, invece, è arrivato terzo e ha vinto una bella stretta di mano!

Mamat, vincitore della sfida a tempo e del Roverino!
Amadou, secondo classificato, vincitore del braccialetto di cordino!

Dopo aver giocato, ci siamo sbizzarriti un po’ organizzando con una partita di Roverino. Per noi è stato davvero entusiasmante vedere i nostri amici di casa Kirikù divertirsi e giocare con noi, anche se non conoscevano molto bene le regole del gioco.

Partita di Roverino.

Finita la partita, eravamo tutti molto stanchi e affamati, così abbiamo condiviso in un banchetto i piatti tipici della nostra e della loro cultura. Durante il pranzo, noi scout abbiamo approfittato per fare alcune domande riguardo la mattinata appena vissuta: tra i ragazzi, Amadou ha detto “mi sono divertito molto durante i giochi e penso che gli scout siano delle belle persone. Rivivrei volentieri questa giornata. Quando tornate?”. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi di aver lasciato un bel ricordo! Nel pomeriggio siamo andati nella piazza di Ripabottoni dove ci siamo divertiti facendo dei ban e dei giochi. Con Amadou abbiamo cantato e ballato: è stato un piacere vederlo cantare senza alcuna paura e senza alcun imbarazzo, sia nella sua che nella nostra lingua. Infine questa bella giornata si è conclusa con una partita di calcio sotto il sole ardente di Ripabottoni.

Canti, danze e ban in piazza. Grazie, Amadou!!!

Prima di tornare a casa, però, abbiamo lasciato un ricordo a tutti i nostri nuovi amici: una cornice realizzata con stecchini e cannucce e con una nostra foto scattata al primo incontro, il 10 giugno.

Il nostro ricordino per i ragazzi di casa Kirikù.

Oltre a questo ricordo materiale, però, speriamo di aver lasciato tante emozioni, tanta felicità, tanta voglia di fare e un po’ di spirito scout a casa Kirikù, proprio come loro ci hanno donato tanta della loro esperienza. Alla fine di questa esperienza abbiamo imparato che le differenze possono aiutarci a crescere, se non le usiamo per costruire muri, ma soprattutto che il mondo in cui viviamo è bello proprio perché vario e pieno di numerosi colori e culture che lo rendono unico. Grazie a questa esperienza, noi ragazzi dell’Alta Squadriglia del CB4 abbiamo scelto di ACCOGLIERE anche il “diverso da noi” e di costruire un grande ponte lungo tutto quanto il mondo in cui viviamo. NOI ACCOGLIAMO! E VOI?

L’amore di una donna, Mysa.

L’amore di una donna, Mysa.

L’amore di una donna, Mysa. Una donna che ci ha insegnato ad amare e a donarci ai più deboli, agli ultimi, a chiunque ne abbia bisogno. Il 15 giugno 2019 – a Campobasso – abbiamo ritirato per te una targa in occasione del Premio San Giorgio, che per noi “non è un premio, ma un invito per tutti, dal più grande al più piccolo, a seguire quello che mamma seminava”, come ci ha detto Mariateresa.

Senza mai aspettarti ricompense e premi, hai sempre aperto la porta a chiunque avesse bisogno di te, senza remore e con coraggio. Hai donato umilmente, senza chiedere che qualcuno donasse a te. Hai “moltiplicato l’amore” e oggi – attraverso questo riconoscimento – ci chiedi di continuare a moltiplicarlo per chi verrà, di essere di esempio per “lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato”.

E noi siamo qui, desiderosi di farlo. VOGLIAMO SERVIRE, come tu hai sempre fatto. Non sei altrove, sei e sarai sempre tra noi e camminerai sulle nostre gambe ogni volta che sapremo leggere una richiesta di aiuto negli occhi di un fratello e avremo la forza di non ignorarla.

Chi non vive per servire, non serve per vivere. — Don Armando